Ada Byron e il primo programma

197 anni fa nasceva Ada Byron , la prima programmatrice della storia.

Da allora abbiamo fatto enormi passi avanti, ma fu proprio la giovane matematica Ada Lovelace a far sì che tutto potesse avere inizio. La scelta di Google di dedicarle il Doodle (versione modificata del logo che viene visualizzata sulla home page di Google in occasione di particolari eventi e ricorrenze) del 10 dicembre 2012 è dunque un doveroso omaggio alla scienziata, alla donna e a tutto quello che da allora è stato realizzato, nel mondo virtuale, ma anche in quello reale.

 

La storia – Ada Lady Lovelace e il primo software della storia

Una falsa supposizione teorizza che tra le donne e i computer non ci sia un buon rapporto e che le donne siano meno portate per le complicate operazioni di programmazione informatica. Nella storia dell’Informatica, infatti, il primo software fu scritto non da un uomo ma bensì da una donna: Augusta Ada Byron (Londra, 10 dicembre 1815 – Londra, 27 novembre 1852).

Fu questa donna a gettare le basi concettuali della programmazione; detta Lady Lovelace, figlia di uno dei più grandi poeti britannici, George Gordon Byron e della matematica Annabella Milbanke. Ada Byron fu una matematica che si distinse soprattutto nell’elaborazione dei modelli analitici della macchina di Babbage; è senza dubbio, quindi,  la “Analytical Engine” più importante della storia dell’informatica, si deve a lei il primo algoritmo della storia, una sorta di programma per computer prima dell’invenzione del computer stesso.

A sole 5 settimane dal parto la madre chiede la separazione dal marito, ottiene la tutela della figlia e si impegna a darle un’educazione scientifica, terrorizzata all’idea che la bambina possa manifestare le medesime inclinazioni poetiche del suo tempestoso genitore.

Ada conobbe appena il padre poeta, che morì quando aveva appena 9 anni, ma ebbe sicuramente molta importanza nella sua formazione la madre Anne Isabella Milbanke, anch’essa matematica.

E in effetti, la piccola Ada si applicherà con passione alla matematica ma i progetti materni non avranno un successo completo perché la sua vena poetica non si spense mai: giovinetta, dichiarerà di aspirare ad una “scienza poetica” e tutto il suo pensiero analitico sarà intriso di immaginazione e punteggiato di metafore.

Sarà proprio la sua capacità di intuire e vedere più in là dei contemporanei a portarla, a metà degli anni ‘30, ad entusiasmarsi alle idee di Babbage.

Ada si appassiona all’opera di Babbage, di cui intuisce “l’universalità delle idee” e tra i due inizia un fitto scambio di lettere, piene di numeri, fatti e fantasie.

Contemporaneamente, nonostante le incomprensioni e le difficoltà, Babbage riuscì a coinvolgere nei suoi studi molti scienziati e in particolare Lady Lovelace, della quale rimase molto colpito, tanto da definirla “Incantatrice dei numeri” e così si rivolse a lei in una lettera del 1843: “Incantatrice dei numeri, dimentichi questo mondo e tutti i suoi guai e se è possibile, con tutti i suoi numerosissimi ciarlatani perché ogni cosa ha una breve durata”.

E in questo modo, Ada si mise a studiare la Macchina Analitica collaborando con Babbage e lavorò alla stesura dei primi programmi; è per questo che Ada viene ricordata come la prima programmatrice della storia.

Se quindi a Babbage si deve l’invenzione della prima macchina da calcolo programmabile, ad Ada Lovelace si deve la nascita del software, cioè di quello senza il quale anche il più sofisticato e attuale calcolatore non sarebbe altro che una macchina completamente inutile.

La macchina di Babbage, in realtà, non venne mai veramente costruita, ma restano gli appunti di Ada Lovelace (il cognome deriva dal matrimonio con William King, Conte di Lovelace) nei quali è contenuto il primo algoritmo della storia.

Ada Lovelace morì, purtroppo, molto giovane a soli 36 anni a causa di un cancro uterino.

Con Ada Lovelace si poté assistere per la prima volta nella storia alla trasformazione di un algoritmo in un programma scritto con quello che decenni dopo sarebbe stato chiamato “linguaggio macchina”.

Nel 1979, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha onorato il ricordo di Ada Augusta Byron Lovelace battezzando “ADA” un linguaggio di programmazione per grandi sistemi di calcolo particolarmente innovativo. E se Charles Babbage è il precursore di tutti i progettisti di hardware, alle origini del software c’è una Eva dell’aristocrazia britannica.